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Dalle stalle alle stelle: lo strano shopping di Geely

Chi è Geely?

Geely Auto Group è uno dei principali produttori cinesi di automobili, anzi il più grande se si considerano tutti i marchi di sua proprietà. Il nome di questa casa non dice granché a noi europei, perché nessun modello a marchio Geely è attualmente in vendita nel vecchio continente.

Da qualche anno però, il suo dinamico presidente Li Shufu ha messo a segno alcune importanti acquisizioni che sembrano raccontarci quale sarà il futuro dell’auto.

Shopping internazionale

Nel 2010 Geely acquisisce il marchio Volvo; nel 2013 rileva ciò che rimane della Manganese Bronze Holding (i produttori dei famosi taxi inglesi) fondando la LEVC (London Electric Vehicle Company); nel 2016 fonda il marchio premium Lynk&Co per lo sviluppo di veicoli elettrici; nel 2017 acquisisce il 50% della Proton (casa automobilistica malese che detiene la proprietà del marchio Lotus); sempre nel 2017 acquisisce la Terrafugia (piccola azienda americana che ha inventato un’auto volante) e presenta il nuovo marchio Polestar, spin-off di Volvo dedicato alle sportive a basse emissioni; da ultimo, a fine febbraio 2018 acquisisce a sorpresa azioni della Daimler AG, diventandone con il 9,7% il principale azionista.

Il motore del futuro

Il primo fil rouge che sembra unire tutte queste operazioni è in realtà un filo elettrico: il rilancio di Volvo (e il lancio di Polestar) si fonda infatti sull’offerta di motorizzazioni ibride; il nuovo modello di taxi presentato dalla LEVC lo scorso anno è un ibrido; la Lynk 01 (un SUV la cui commercializzazione dovrebbe cominciare già quest’anno) è anch’essa un ibrido; infine, in occasione dell’acquisto delle azioni Daimler, Li Shufu si è detto “particolarmente lieto di accompagnare Daimler nel suo cammino per diventare il principale fornitore mondiale di mobilità elettrica”.

Il possesso del futuro

Il secondo fil rouge passa per la ricerca di nuove modalità di acquisto e/o uso della vettura: le vetture Lynk saranno vendute direttamente online senza intermediazione, limitando anziché aumentando l’offerta di optional, mentre è significativo che Geely controlli al 100% la Cao Cao, il più grande operatore cinese di ride-hailing (una forma di taxi a chiamata tramite app), che guarda caso ha una flotta di circa 16.000 veicoli elettrici.

Impara l’arte…

Il terzo fil rouge è l’acquisizione di know-how. Il travaso di esperienze e tecnologie da Volvo ha permesso di rilevare le basi tecniche per lo sviluppo dei prodotti LEVC e Lynk, mentre le procedure di training degli autisti di taxi inglesi sono servite come base per l’addestramento dei driver di Cao Cao.

Elettricità, condivisione del bene auto e trasferimento di competenze per lo sviluppo di nuovi prodotti sono le tre linee guida che sembrano ispirare l’operato di Li Shufu, che sembra non voler limitare le sue ambizioni solo alla mobilità terrestre (vedi Terrafugia).

Non male per un’azienda il cui primo prototipo, nel 1996, fu una imbarazzante replica della coeva Mercedes classe E su base meccanica FAW Hongqi (che a sua volta era una replica cinese della vecchia Audi 100)!

E tu, cosa ne pensi? I nuovi marchi cinesi riusciranno a convincere i clienti occidentali?

Bibliografia

http://www.autonews.com/section/industry_redesigned#week1
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/02/24/daimler-geely-per-ora-cinesi-dicono-stop-acquisti_fH1iEQ81BvIvBkG9ktF9vJ.html?refresh_ce
http://www.caocaokeji.cn
http://www.levc.com
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