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Ehi auto, cos’è che non va? L’interazione uomo-macchina a bordo dell’auto autonoma del futuro


La ricerca di Nuance

Nel dicembre 2017 la Nuance Communications, importante multinazionale americana che si occupa di intelligenza artificiale e tecnologie per il riconoscimento e il controllo vocale, fornitore di Ford, Toyota, BMW, Mercedes e Fiat, ha pubblicato un interessante opuscolo sull’argomento.

Basandosi sugli studi attualmente disponibili in materia e su sondaggi realizzati ad hoc negli USA, in Gran Bretagna e in Germania, la Nuance ha scoperto che, indipendentemente dalle nuove attività che la guida autonoma permetterà a bordo, l’interazione uomo-macchina è destinata a crescere in quantità e qualità.

Soprattutto perché la guida autonoma sarà un percorso a tappe.

Le fasi della guida autonoma

Già da qualche mese la Waymo, società di Phoenix (Arizona) nata da Google (e ora come Google appartenente ad Alphabet) opera nei sobborghi della città una flotta di Chrysler Pacifica a guida autonoma.

Un gruppo di utenti test è ora in grado, tramite un’app, di chiamare l’auto e di farsi accompagnare a destinazione senza alcun intervento umano.

Se la ricerca in questo campo è quindi già avanti a livello sperimentale, l’applicazione su larga scala della guida autonoma richiederà ancora molti anni di test, oltre che un adeguato contesto normativo.

La guida autonoma sarà dunque un percorso a tappe, secondo la scaletta definita dalla SAE International (ente normativo internazionale sui veicoli) in 5 livelli di autonomia:

  • Livello 1: ALERT. Il conducente deve condurre il mezzo, che si limita a segnalare criticità;
  • Livello 2: FRENATA ASSISTITA, CRUISE CONTROL ADATTIVO e MANTENIMENTO DI CORSIA. La guida è sempre in mano al conducente, ma l’auto può in determinate condizioni aiutare nel mantenimento della distanza di sicurezza, nella frenata e nel mantenimento dell’auto in corsia.
  • Livello 3: l’auto è in grado di condursi da sola, SOLO al verificarsi di DETERMINATE CONDIZIONI ambientali.
  • Livello 4:  l’auto si conduce da sola nella MAGGIOR PARTE delle situazioni, ma richiede l’intervento del pilota in determinate condizioni (è la situazione opposta rispetto al livello 3).
  • Livello 5: l’auto si conduce da sola SEMPRE.

L’interazione uomo-macchina

Alla luce della gradualità che necessariamente accompagnerà il passaggio alla guida autonoma, è evidente che l’interazione uomo-macchina giocherà un ruolo fondamentale.

Al giorno d’oggi questa interazione passa soprattutto attraverso i comandi touch, presenti ormai su tutte le auto nuove e preferiti rispetto ai comandi vocali da oltre il 66% dei guidatori (fonte: Nuance). C’è da scommettere, però, che il progresso della tecnologia porterà i comandi vocali e gestuali ad assumere un ruolo via via crescente (oggi i comandi touch sono i preferiti semplicemente perché sono i più diffusi).

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le nuove modalità di interazione non sostituiranno del tutto le precedenti, ma le integreranno: questo avverrà soprattutto fintanto che l’auto potrà avere la necessità di richiamare l’attenzione del passeggero principale per richiedere il suo intervento (ad esempio, effettuare una manovra di emergenza distogliendosi dal film che sta vedendo). In altre parole, l’auto richiamerà l’attenzione dei passeggeri in molti modi (luci, suoni, vibrazioni, ecc.)

Di sicuro, l’intelligenza artificiale dell’auto diventerà in grado di fornire informazioni esaustive e facilmente comprensibili in poco tempo. In altre parole, avrà capacità di comprensione e di espressione assimilabili all’essere umano e guadagnerà fiducia da parte di esso.

L’interazione desiderata dagli automobilisti

Se l’interazione uomo-macchina pone sfide di diversa complessità agli sviluppatori, i consumatori sembrano già avere le idee abbastanza chiare su come imposteranno la relazione con la propria auto (o auto condivisa).

In due sondaggi commissionati a YouGov da Nuance nel 2016, e condotti uno in Germania (1.700 persone) e uno in Gran Bretagna (2.000 persone), oltre il 40% degli intervistati ha espresso il desiderio che la propria auto sia in grado di comunicare via voce, in modo semplice, una diagnosi di eventuali problemi, o di istruire l’utente sull’uso di una funzione.

Più o meno il 30% ha espresso preferenza per funzioni di navigazione avanzata, come info turistiche, suggerimenti di percorso o di alloggio, identificazione parcheggio.

Circa il 20% degli utenti vorrebbe, invece, ricevere aiuto dall’auto nella gestione della propria agenda, della domotica da remoto e dell’intrattenimento a bordo.

In tutti i casi, la sfida si giocherà sulla capacità del sistema di memorizzare o di attingere altrove informazioni su gusti e preferenze dei passeggeri, proponendo soluzioni personalizzate.

Non a caso, oltre il 65% degli intervistati vorrebbe che l’auto imparasse dalle loro preferenze e scelte precedenti.

La vita a bordo

Se l’auto sarà via via in grado di condursi da sola, cosa faranno i passeggeri? La domanda in realtà è mal posta, nel senso che fin dagli albori dell’automobilismo i passeggeri hanno potuto fare più o meno ciò che volevano, purché non distogliesse il conducente dalla guida.

Nel momento in cui un conducente non c’è più, o non è coinvolto nella guida per la maggior parte del tempo, le attività sostitutive preferite sembrano essere le stesse dei passeggeri di oggi: conversare innanzitutto (con gli altri a bordo o telefonicamente), e poi mangiare,  scrivere e/o leggere.

I più fiduciosi azzardano anche la possibilità di dormire.

Questo è quanto emerge da uno studio condotto nel 2017 da Harris Poll, e basato su un campione di circa 3.000 conducenti americani (la grafica che riporto a seguire è ripresa da Bloomberg).

E’ verosimile che, con il progredire della guida autonoma, gli stessi abitacoli delle vetture vengano riconcepiti per favorire funzioni di comunicazione ed intrattenimento, tramite ad esempio sedute ed elementi riconfigurabili.

E tu? Come immagini un viaggio o il tragitto casa-lavoro a bordo di un’auto a guida autonoma?

Per saperne di più:

www.nuance.com

“Automotive Assistants, Anthropomorphism and Autonomous Vehicles. How self-driving cars will change automotive assistamts”, 2017 Nuance Communications Inc.

Kirsten Korosec, “Auto senza conducente, siamo alla svolta?”, in Fortune, edizione italiana, giugno 2018

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