fbpx

Convivere con i guasti: la Zastava Yugo

Nella lunga storia dell’auto, alcuni modelli nascono con difetti di progettazione, ma riescono comunque ad avere successo commerciale; altri sono tanto innovativi da non essere compresi e si rivelano un disastro commerciale, nonostante le loro qualità; altri ancora sono ben progettati ma non riescono ad affermarsi, per via della congiuntura economica o per un cambiamento nell’orientamento dei consumatori. Ma la Zastava Yugo è stata un epic fail da tutti i punti di vista.

La Zastava

La Zastava, antica fabbrica di armi serba, iniziò a costruire veicoli su licenza durante la seconda guerra mondiale. Fu solo nel secondo dopoguerra, però, che un accordo con la Fiat diede nuova linfa a questa fabbrica, ora statalizzata, consentendole la produzione di modelli Fiat su licenza. La produzione di obsoleti modelli Fiat rivisti nella carrozzeria avrebbe costituito il core business della casa fino al 2008, quando la Fiat acquistò la fabbrica, interrompendo la produzione dei modelli Zastava e convertendo le linee di montaggio alla produzione di modelli a marchio Fiat.

La Zastava sarebbe stata dichiarata fallita qualche anno dopo, nel 2016.

La Yugo

Presentata nel 1981, la Yugo era di fatto una Fiat 127 (di cui condivideva la meccanica) ricarrozzata. Si trattava di un progetto nato in casa Fiat per sostituire appunto la 127, poi accantonato in favore della più moderna Uno (a sua volta nata come progetto Lancia) e rivenduto alla Zastava. La produzione di questa utilitaria a 3 porte, lunga appena 3 metri e mezzo e larga 1 e mezzo, iniziò nel 1981 e proseguì tra alterne vicende fino al 2008.

Le motorizzazioni disponibili ricalcavano l’offerta Fiat di quegli anni, partendo dal 903cc da 45 cavalli, cui si sarebbero aggiunti più tardi motori 1100 e 1300, con potenze lievemente superiori.

L’auto ebbe un certo successo nei Paesi del blocco sovietico, dove si confrontava con vetture altrettanto carenti, ma i tentativi commerciali esperiti nel mondo occidentale si rivelarono un disastro, perché la clientela era abituata a ben altri standard.

Infiltrazioni d’acqua, cedimenti della cinghia di distribuzione, frizioni bruciate, cedevolezza della leva del cambio, avarie perfino all’illuminazione del quadro strumenti sono solo alcuni dei difetti che – soprattutto negli Stati Uniti – avrebbero consacrato la Yugo peggiore auto sul mercato.

Lo sbarco negli USA

Nel 1985 infatti, un imprenditore americano, Malcolm Bricklin, volle importare la Yugo negli Stati Uniti, dove intravvedeva per la vetturetta una nicchia di mercato profittevole. All’epoca infatti, non erano molte le utilitarie disponibili in territorio americano.

Incredibilmente, la Yugo riuscì a passare tutti i test previsti per la sua regolare importazione negli USA. L’annuncio del prezzo di vendita, fissato a 3.995 dollari, suscitò effettivamente un certo clamore, tanto che quando le vendite iniziarono nell’autunno dello stesso anno i risultati furono lusinghieri.

Purtroppo, però, l’incanto durò poco perché i difetti emersero subito e la fama di inaffidabilità e pessima qualità costruttiva della Yugo si diffuse a macchia d’olio, tanto da far nascere tutta una serie di battute e motti di spirito centrati sullo stillicidio di guasti che i possessori dovevano affrontare….

Lo sbarco in Italia

Le disavventure oltreoceano non impedirono, comunque, alla nostrana Innocenti di vendere la Yugo in Italia con il proprio marchio tra il 1991 e il 1993: la Innocenti Koral era proposta al pubblico in due versioni, la 45 e la 55 (le sigle riflettevano la potenza in CV, come d’uso in Fiat in quegli anni), con un prezzo d’attacco di poco inferiore agli 8 milioni di lire. Si trattò di una breve avventura, perché l’introduzione dell’obbligo del catalizzatore sulle vetture nuove a fine 1992 rese la vettura non più commercializzabile nel nostro Paese.

La fine di un’epoca

Nel 1999, lo stabilimento di Kragujevac dove la vettura era prodotta venne bombardato dalle forze Nato nell’ambito delle operazioni contro il regime di Milošević, per cui la produzione si interruppe. Alla sua ripresa, nel 2000, un moderato restyling portò in dote alla vettura – anche in patria – il “nuovo” nome Koral.

Ma ormai il mercato non era più ricettivo nei confronti di questa ennesima riproposizione di un prodotto ormai ultra-datato. E così Fiat, che aveva rilevato la fabbrica nel 2008, staccò subito dopo la spina.

Bibliografia:

Jason Vuic, “The Yugo: the rise and fall of the worst car in history”, Hill and Wang 2010

http://www.autoblog.it/post/28577/innocenti-koral-la-zastava-yugo-italiana-compie-20-anni
http://www.tuttotrieste.net/zastava/storia.htm
https://www.hemmings.com/blog/2016/08/02/after-war-the-yugo-and-60-years-serbias-zastava-shuts-down
Cambiomarcia.com
  • Blog Cambiomarcia.com
Cambiomarcia©
  • Cambiomarcia S.r.l.
  • Copyright ©2019
  • Via Buccari 2, Ravenna (48122)
  • P.Iva 02577110394
Social